Archivio mensile:dicembre 2013

2013|2014

2013|2014Mancano poco più di tre ore alla fine di un anno che difficilmente dimenticherò.

I bambini giocano e litigano come se nulla fosse accaduto…

La stellata di stasera è emozionante. Sono rimasta a lungo seduta  sul mio piccolo balcone di legno nell’aria fredda col naso puntato all’insù; sento il richiamo del Nord, vorrei perdermi nell’aurora boreale… Saremo tra i pochi che a mezzanotte probabilmente già dormiranno. Saluterò prima questo anno duro e importante nel quale ho trovato il coraggio di riconoscermi. Preferisco così.

È stato l’anno del cambiamento, quello in cui ho capito che avrei dovuto guardarmi dentro e andare oltre, per stare bene, per essere felice. E il mio unico rimorso è che per andare avanti ho fatto del male ad una delle persone più importanti della mia vita. È un dolore pungente, difficilmente comprensibile da chi non l’ha provato e mi chiedo anche se sarà superabile. Non ho parole per chiedere perdono, perché avrei potuto capirlo prima, perché avrei potuto evitare, perché avrei potuto tentare un’ultima volta. Ma io ero già al di là di quell’ultima volta. Perdonami, un giorno, quando potrai. C’è chi mi ha dato della vigliacca: andare è fuggire di fronte alle difficoltà. Può essere. Io ho vissuto il mio andare come una presa di consapevolezza. Ho fatto del mio meglio per limitare i danni, ma sono certa di non essere riuscita ad evitarli.

Ho lasciato andare parte di me, quella che non mi piaceva più o che forse mai mi era piaciuta. Quella delle convenzioni, del rispetto degli schemi ‘perché se no…’, quello del sacrificio a tutti i costi ‘perché è necessario rinunciare a parte di sé’. E perché mai?

Ho aperto le finestre sulle possibilità. Questo ho fatto. Ma è solo l’inizio. Il percorso è lungo, non basta cambiare casa. Piangi, singhiozzi e ti disperi improvvisamente, senza controllo. Si attraversano giorni bui durante i quali non ti spieghi perché il sorriso non appaia sul tuo viso: in fondo è stata una tua scelta, che succede?

Il dolore è passaggio. E passaggio sia.

Un anno intensissimo in cui ho trascurato molto per rimanere in equilibrio, per non perdermi definitivamente, per non schiantarmi al suolo. Un anno fatto di continui piccoli inizi.

Consapevolezza, determinazione, leggerezza. Sono le tre carte con cui vorrei giocarmi il 2014. Lasciando passato e futuro fuori dalla porta. Nel Nido voglio solo il presente.
Buon Anno Nuovo.