Archivio mensile:giugno 2013

Ci vuole fegato

IMG_6140Io credo che potrei non averne più.
C’è una piccola, una bimba alla quale ti rendi conto di volere bene, tanto. Anche se non la vedi mai, anche se sostanzialmente non sai nulla di lei.

Qualche giorno e notte nella stessa camera tre anni fa. Una mamma dolce, preoccupata, forte. Una mamma che aveva già fatto un tratto di strada fortemente più accidentato del nostro. Un papà teso, pieno di amore per quella frugoletta.

 

 

Tutto stava andando bene, da tempo. Si sono festeggiati compleanni, si è andati in vacanza. Si è tornati ad una vita vera e sensata. Con i due grandi tanti progetti insieme.

Poi gli esami e i valori che improvvisamente risultano sballati. Tutto andrà bene, di questo sei certa. Eppure ti senti dentro i loro cuori, ti senti le lacrime ad un passo dagli occhi, ti senti vacillare. Pensi alla stanchezza che rischia di svuotarli.

Perché scatta una sorta di empatia profonda immediata. Hobbes ne parlava tanto tempo fa. Forse è qualcosa di più, però, dei sentimenti di cui scriveva lui.

Ad un tratto avanza quel pensiero laggiù in fondo, quello che ignori volontariamente, quello che ogni tanto ci prova a pararsi tra te e la voglia di procedere dritta e determinata accanto a tuo figlio. La paura che l’equilibrio possa cedere. Di nuovo. Che qualcosa dietro l’angolo sia in agguato. Di nuovo. E sì, è vero, non ha senso vivere nella paura, più che vero. Ma quel pensiero c’è. Lo ignori perché lasci che la pienezza della vita lo travolga calpestandolo, ma non riesci a liberartene. Non del tutto.

Superbimbo dorme in questo momento. Tranquillo, nel suo lettino a casa.
Ma se per qualunque ragione dovessimo tornare indietro di qualche passo, io e la mia baldanza ci sbricioleremmo, perché di fegato ce ne vuole tanto di più.

[Piccola, andrà tutto bene].

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