Boom

SuoerbimboNon è accaduto alla prima uscita. Ero troppo concentrata sui movimenti, sulle  reazioni, il fiato.

Neppure alla seconda. Ero più confidente, ma ancora ferma su altro.

È accaduto alla terza.

 

 

 

 

 

A pochi metri dall’inizio, con i Nirvana nelle orecchie, hanno cominciato a girarmi nella testa quelle immagini, quelle che pensavo di aver messo da parte, ma che evidentemente non voglio cancellare perché troppo importanti. Il mio bambino di 4 mesi sotto morfina, imbrigliato in una ventina di sonde dalle funzioni più disparate; l’immagine dell’ambulanza al casello di Torino, in attesa della polizia per essere scortata in ospedale, un bambino grave in trasferimento da una città all’altra. Ancora lui, piccolissimo dopo ore che non lo vedevo, disteso su un fianco, mentre prendeva il latte da quei minibiberon che sembrano per le bambole. Poi di nuovo intubato, dopo il trapianto, quando di nuovo potevamo solo attendere.

Questo è accaduto. Una deflagrazione terribile, schegge ovunque, verso il cuore, verso lo stomaco, verso i polmoni e gli occhi. E mi ha preso alla sprovvista. Mai avrei immaginato. Intanto la musica picchiava, non ho versato neanche una lacrima anche se spingevano dietro le palpebre, le mie gambe andavano da sole. Io ero altrove. E ricordo i suoi sorrisi e la sua pazienza, la mia incapacità di gestire la mia impotenza e la mia incapacità di reggere le lunghe distanze.

Ho corso 5 km, senza quasi accorgermene. E mi sono sentita come dopo una seduta di analisi.

Completamente svuotata. 

È questo che fa la corsa? Ti rivolta quello che hai dentro? Trasforma il male in energie?
È l’effetto dell’ossigeno?

E sia. È per questo che non ho smesso.

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15 thoughts on “Boom

  1. Elle ha detto:

    Volevo solo dire… sì, è questo che fa la corsa. Fa salire in superficie quello che conta veramente, i nostri pensieri fissi, e tutto quello che pensavamo di aver sepolto in fondo in fondo, ma che dobbiamo liberare se vogliamo andare avanti. È (anche) per questo che (anche) io non ho smesso.

    • annalisa ha detto:

      Non lo sapevo. E non lo capivo proprio. Oggi esco, c’è il sole e non nevica. Solo il freddo più freddo. Elle, non smettere.

  2. Anonimo ha detto:

    Non ci sono parole per esprimere quello che mi hai fatto provare, un miscuglio di emozioni… paura, speranza, gioia… i nostri piccoli eroi!!!

    • annalisa ha detto:

      Anonimo, grazie a te per essere passato di qua. Non penso tanto a loro, che sono oltre. Penso a chi è ora in ospedale e, ancora di più a chi ci deve ancora entrare. E magari non lo sa neppure. Vorrei essere là con loro per spiegarglielo. Che è una corsa sulla lunga distanza. Ma una corsa. che in genere finisce…

  3. gloria ha detto:

    Forse la corsa è andare faccia a faccia con la verità, quella che squarcia ma che ti rinforza, che ti emoziona e ti fa sentire cos’è la Vita.
    Nel bene e nel male.
    Che dici, continuiamo?

  4. v. ha detto:

    l’amico mio, quello che corre da anni e che fa correre me, una volta mi ha detto che per correre devi stare bene, felice o almeno serena. chè altrimenti rischi di impazzire, girando e rigirando parole pensieri ansie e paure là nella testa. che quando sei tu e le cuffie e la strada loro salgono su, mentre sei indifeso a lottare col tuo fiato, e provano a prendere il sopravvento su di te.
    io credo che abbia ragione, lui.
    lui ha smesso. dopo 10 anni. e ha la gastrite e la dermatite e la colite, ora.

    mi sa che ho divagato. come al solito. ma come al solito mi fai piangere.

    • annalisa ha detto:

      v. ma io ti voglio fare ridere, santo cielo! Quanto rido io leggendo te, a Casa Tua e nella Stanza dei Cinguetii. Tu con la tua ironia tagliente.

      Ecco, vedi? Il tuo amico già lo sapeva… Se non l’avessi provato di persona, mai ci avrei creduto.

  5. cristina ha detto:

    Meraviglia…
    Io vado solo a “passo veloce”…mi sa che devo accellerare..:-)

    • annalisa ha detto:

      Cri, ma chi lo sa? Alla fin fine, probabilmente, la cosa importante è andare. Poi il passo, bah. Spero di riorganizzare presto 🙂

  6. Anonimo ha detto:

    È perché quando corriamo facciamo una cosa che altrimenti non faremmo mai. Nonostante sia la più semplice e normale del mondo: restiamo soli con noi stessi, senza via di scampo, senza possibilità di fuga…
    E 5 km sono un bel traguardo…

    • annalisa ha detto:

      Anonimo, hai sicuramente ragione. Poi per me vale ancora di più. Non sopportavo la corsa, non l’ho mai né sopportata né capita. Figurati, che noia.
      SSBBBAAAAM. E invece no.

      [5 km sono 5 km. A volte sono 3. Ma non è quello che mi importa].

  7. girati ha detto:

    Mi hai spaccata dentro, non mi hai fatto smettere di fissare lo sguardo sul pc anche se avevo finito di leggere il tuo post.
    Mi piacerebbe leggere l’intera storia ma il link del vecchio blog non funziona.
    Ti abbraccio
    Gine

    • annalisa ha detto:

      Grazie alla tua segnalazione, il sito che mi ospita è stato ripristinato (prima o poi dovrò trovare il modo di importarlo qui da me).

      Tornando a noi, mi spiace. Non voglio trasemettere emozioni negative. Tutt’altro. Spero che gli spiragli tra i bolcchi spaccati portino al fluire di tanta energia positiva.

      Ti abbraccio pure io Gine 🙂
      E torna, che a volte posto anche cose meno pése 😛

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