NEL CUORE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Accanto ad ogni bambino malato ci sono due genitori malati di paura. Fantasmi del dolore che passano trasparenti da uno studio medico ad una stanza di ospedale, braccata dall’impotenza, devastata dalla sofferenza. Se “noi” bambini malati abbiamo paura, nello stomaco dei nostri genitori si aprono voragini di terrore puro.

E non bisogna piangere, non si può gridare, non si può scappare: vostro figlio è lì e voi dovete essere forti, millantando sicurezze e allegrie posticce, minimizzando, rassicurando e lottando!

Il genitore di un bambino malato è un malato di cui nessuno si accorge. In ospedale si muove come un corpo estraneo: è li impotente mentre il figlio viene sottoposto a ogni tipo di tortura (perchè questo pensate voi genitori: lo stanno torturando ed io non posso difenderlo). È per il suo bene, si sa, ma vedere il proprio figlio piangere e non poter far nulla, se non consolarlo dopo, è una tortura doppia.

Voi vi dite: non l’ho messo al mondo per questo, volevate per noi risate e giochi, non aghi e cateteri. Preghereste per essere voi e non vostro figlio, in un letto d’ospedale, pregate anche se non credete, fate baratti con Dio e con i santi “prendi me, non lui, fai ammalare me. Se lo guarisci ti giuro che..” A volte riuscite solo a dire “per favore”.

Mentre ci augurate di star bene, in qualche modo lo augurate anche a voi, perchè l’unico modo di guarire voi, malati del dolore, è quello di veder guarire noi. Ma noi dobbiamo tutta la forza e la voglia di combattere a voi! A voi che ci siete anche quando rispondiamo male perchè stanchi di essere in ospedale, a voi che vorreste che la notte non arrivasse mai per rimanere a farci compagnia, voi che non vi stancate mai e che piangete quando vi chiediamo perchè il nostro corpo non funziona, come se fosse vostra la colpa! Noi siamo degli eroi perchè abbiamo come genitori dei veri e propri EROI.

[Anita Petenò]

Non conosco l’autrice, la segnalazione dei suoi pensieri è stata fatta sulla pagina Facebook attorno alla quale si raccolgono i genitori AITF BIMBI, genitori che hanno affrontato il trapianto epatico di un loro figlio o che ancora stanno lottando.

È la lettura trasparente di ciò che accade nei cuori di chi prova a stare accanto al proprio figlio malato, indipendentemente dalla patologia. Credo, però, che il meccanismo sia inverso, che la forza derivi potente da loro, dai loro sorrisi, dalla loro incredibile resilienza. Si innescano sinergie che tengono in piedi, anche se barcollanti. Siamo noi genitori che ringraziamo i nostri figli del fatto che nonostante tutto non ci odiano, non ci allontanano, ma ci vogliono accanto.

Ecco, quel senso di colpa di cui parla Anita c’è, quello non ti dà scampo. Non è razionale, il più delle volte è un fuoco che cova sotto le ceneri del dolore. Tenti di convincerti che tu nulla avresti potuto, eppure… E se sei madre la responsabilità te la senti appiccicata addosso, come un cattivo odore che ti perseguita.

Poi tutto passa.

Insomma… Grazie Superbimbo per non aver mai smesso di guardarmi con quegli occhi pieni d’amore anche quando ho provato quell’ indicibile e vergognoso odio nei tuoi confronti.
E grazie Anita per avermi ricordato tanta intensità.

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