Tre

È domenica. Mi guardo attorno: una stanza piena di confusione, di briciole sul pavimento, di giocattoli sparsi, calzine lanciate senza garbo. Una tazza di tè nero fumante sul tavolino. Un cartone animato che fa subito famiglia. Li guardo. Sono grandi da non credere. Irriconoscibili. E siamo a casa nostra.

Mi sembra ieri, mi sembra una vita diversa. Perché è una vita diversa.
Tre anni oggi. Una giornata ferma, vagamente leggera, di silenzio per le vie di Torino. In una nuova attesa.

 

Un bimbo di due anni e mezzo a casa con i nonni, più confuso di noi. L’altro di appena 6 mesi in sala operatoria. Nelle mani di alchimisti e maghi della Medicina, arte e scienza. Amore per l’Uomo.

Noi finalmente a pranzare, seduti, incomprensibilmente calmi. Sospendiamo i pensieri per qualche ora, cerchiamo di riattivare i sensi. Ci concentriamo nel provare a sentire il gusto del cibo, l’odore dell’aria fredda. Proviamo a fare nostre le immagini del fiume, della collina di fronte, guardati per tante settimane dalla finestra. Ogni giorno, che fosse feriale o festivo.

Mi sento sospesa, come drogata e lontana. Come se non fosse mio quel bambino. Ancora mi chiedo se sia stata una forma di difesa per non soccombere alla paura, ai pensieri peggiori. O se non sia stata una profonda inconsapevole fiducia in qui medici alleati al nostro fianco da così tanti mesi.

Il mio cuore è là, oggi. Oggi che ho parlato di Superbimbo davanti a decine di persone per provare a spiegare che un filo trasparente ci lega gli uni agli altri, che un NO non pensato può significare la morte di qualcuno là fuori, di cui non sappiamo nulla. Che però può essere la sorella, il padre, il figlio di qualcun altro.

La mamma di E. mi ha avvicinato, fissato negli occhi per qualche istante, intensamente. Mi ha stretto la mano con tutta la sua dignità. Due anni fa suo marito non lo voleva dare quell’assenso. Lei lo ha convinto con poche parole: ‘Se in questo momento una madre sta soffrendo quanto sto soffrendo io, non posso negarle il nostro sì, non ce la farei’. La sua bambina era morta, ma lei aveva scelto di credere nella Vita.

È stato l’unico momento in questa giornata densa in cui le lacrime hanno cominciato a scorrermi lungo il viso.

Advertisements
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , ,

One thought on “Tre

  1. ziocalvoegoffo ha detto:

    piango ancora. Poi sorrido. Auguri Supernipote

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: