Archivio mensile:agosto 2012

Agosto. Preziosi da 140 caratteri

6 ago
Superbimbo ai nonni: “Pottate via papà e mamma, così io e mio fatello stiamo qua da soli e stiamo tanquilli? Così non roppono”.

Ma magari…

10 ago
Superbimbo: ‘Mamma, sei troppo aggressiva’.
Dopo un’ora di suoi capricci. E poi un bacio di passione.

Santa pace.

____________________________________________________________

Superbimbo dalla battigia. ‘Mammaaaaaa’
‘Eh?’
‘Mi soddimetticato di lavammii denti!’

Sto crescendo dei pazzi.

____________________________________________________________

Superbimbo dalla battigia. ‘Mammaaaaa’ –
‘Eh?’
‘Ma… Il cielo si è spostato!’
[Il sole è rimasto coperto da una nuvola per due minuti]

____________________________________________________________

Superbimbo col ciuccio in bocca: ‘E non chiamammi tesoro. Sono il capo del mondo. Sonona bestia.’
Bom. È andato.

____________________________________________________________

Il Principe mentre lavora al suo vulcano. ‘Mamma, quanto vivono le formiche?’ ‘Qualche giorno? Non saprei.’
‘E quanto viviamo noi?’

…….

____________________________________________________________

Il Principe. ‘Mamma, cosa vuol dire terrore?’
‘Grande paura.’
‘E “sei in uno stato da paura”?’
‘…’
‘Ora posso fare un tatuaggio?’

12 ago
A Superbimbo.
‘Guarda quante strisce nel cielo. Chissà quale pittore le ha disegnate…’.
‘… Mamma, ma sonojiaerei’.

Sgrunt.

____________________________________________________________

Festeggiamo il primo congiuntivo del treenne: ‘[…] il mottro sembrava che fosse spaccato, era proprio brutto.’ Che orgoglio Superbimbo.

____________________________________________________________

Superbimbo a tavola. ‘Mi dài l’acqua, peffavore, cara madre?’
Un figliolo a modo.
La madre ingolla birra gelata gongolante.
Meno a modo.

13 ago
Superbimbo, così: ‘Eh sì, hanno totto un pezzo, hanno messo un pezzonnovo, e ‘desso fuziona bene il pancino’.
Sintesi di un trapianto.

16 ago

Il Principe fa le ripetute lungo la battigia ad una velocità imbarazzante, urlando ‘ho un progetto diabolico da portare a termine’.
Paura.

17 ago
Il Principe. “Il cervello è una palla con grosse crepe. So tutto sui cervelli, sugli insetti e sugli uomini.”
Beato te [insetti esclusi…]

21 ago
Il Principe. ‘Mamma, l’anno prossimo porto i miei soldi per darli a tutti quelli con la faccia marrone che vendono collane.’
Empatia.

22 ago

‘Guardate G. e G. che brave. Sedute, in silenzio cenano’
‘Mappa, siamo maschi, noi, mica femminucce. Come facciamo a stare fermi?’ Sberloni?

Contrassegnato da tag , ,

Umanità. E gioco di Squadra.

Vent’anni fa i nostri figli difficilmente sarebbero sopravvissuti.

Ora, in un tempo ragionevolmente breve, questi bimbi escono dalla loro drammatica disavventura. Più o meno brillantemente, ma ne escono. E noi torniamo a respirare: più o meno profondamente, ma torniamo a respirare.

Torniamo a essere famiglie normali grazie alle conquiste di tecnica e medicina, a chi nobilmente preferisce donare vita piuttosto che sotterrarla, ma anche grazie al calore della Squadra.

Sarebbe più “elegante” definirli Equipe, Team, Gruppo ma a me il concetto di Squadra piace. Mi ricorda una formazione compatta, in cui ciascuno ha un suo ruolo, ma in cui tutti sono fondamentali. Sono trasparenti quando possono, leggeri quanto è giusto, presenti sempre. Osservano, sanno quello che ti sta accadendo. Non percepisci mai compatimento, ma tanta comprensione in un gesto, in uno sguardo. Sono la Squadra: chirurghi, anestesisti, epatologi, infermieri, coordinatori, Oss, e persino i volontari. Di due ospedali diversi!

Compatti e attenti, sanno tacere e ascoltarti, oppure decidono di accompagnarti sul terrazzo a fumare una sigaretta, mentre attendi che l’intervento di chi aspetti con ansia sia terminato. C’è chi ti prepara il caffè con la moka, chi ti porta una rivista da sfogliare o spettegola del suo piccolo universo. Entri nella loro orbita e ti senti avvolto e sostenuto, ma anche parte di un microsistema di equilibri e convenzioni. E  quindi, loro, la Squadra è forte e umana ad un tempo. Se durante l’ennesima notte di degenza del tuo bambino, la stanchezza ti distrugge e i singhiozzi sembrano convulsioni, qualcuno a tenerti compagnia c’é. Ricordo gli abbracci, simbolici o molto fisici, e persino le carezze.

Molti sono madri e padri, capiscono la paura contingente e le preoccupazioni collaterali. Quando la piccola C. non ce l’ha fatta lo scorso marzo, lo sconforto e il dolore erano palpabili, erano di tutti. Il loro non è un mestiere normale. Salvano vite e lo sanno. E quando, raramente, ne perdono una così piccola, senti le voci contratte, vedi gli occhi inumidirsi e percepisci le vibrazioni della condivisione. Immagino così sia per ogni vita persa, ma nel caso di pazienti bambini, il coinvolgimento non può che essere amplificato. I bambini ti prendono il cuore, anche quando non sono i tuoi.

Quando una nuova storia sta per dipanarsi o un trapianto è in corso, sembra si inneschi il meccanismo del telefono senza fili e, in men che non si dica, tutti sanno e vengono informati, anche chi si trova a casa a cucinare o a leggere il giornale; perché anche chi l’ha superata, rimane con un pezzo di cuore con loro, con gli altri, in reparto, in terapia intensiva o nei corridoi. Noi tutti abbiamo quei giorni dentro, ogni volta che un piccolo è lì, noi siamo con lui. Il trapianto è così, non è una semplice operazione, bensì un evento sconvolgente e pervasivo, è un prima e un dopo. E in questo lungo percorso, la Squadra partecipa, discreta ma determinata, forte e tanto dolce da comprare di tasca propria i cerotti colorati dell’IKEA per i suoi bambini!

Grazie, semplicemente.

_________________________________________________________________________________________________________

Apparso sul Notiziario AITF Nazionale Luglio 2012.

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , ,