Decidere di donare: un gesto etico e buono

Anche io sono così: non riesco ancora a donare sangue perché ho paura degli aghi. Inverosimile se penso a tutti i litri che hanno aiutato Superbimbo ad arrivare al trapianto prima, che lo hanno sostenuto durante l’intervento e che ancora gli sono stati infusi durante il lungo post-trapiant per mantenere un emocromo decente.

Eppure.

Le dinamiche psicologiche che ci frenano nell’intraprendere alcune azioni, sono spesso governate da paure più o meno consapevoli, ataviche, più o meno razionali e gestibili. A volte evitare di decidere è pura scaramanzia. Lo capisco. Però, quando penso che tanta Vita viene sotterrata e lasciata marcire, perdonate, ma proprio ne rimango scossa.

Tra le tante leggende metropolitane, perché non si possono definire in altro modo, ho sentito affermare con le mie orecchie che molti trapiantisti sono macellai, piuttosto che rinunciare alla possibilità di avere un organo a disposizione fanno staccare anticipatamente e con leggerezza la spina al malcapitato di turno…

Una follia in termini: il trapiantista è per eccellenza Uomo per la Vita, in costante all’erta, non ha un orizzonte certo su quando e come potrà prelevare un organo e quando dovrà stare in sala 13 ore ininterrottamente per offrire a quel paziente, quella persona sul lettino, una seconda chance di vita.  A volte quell’individuo è un bambino sotto l’anno di vita.
Il trapianto è un evento complesso dal principio alla fine, implica un coordinamento eccezionale di team dislocati sul territorio nazionale. Banalizzarlo o ridurlo a timori non fondati è triste.

‘Ah, l’ho lasciato detto, ci penseranno i miei’, un’altra giustificazione dietro la quale si appostano in molti.
Ricordo che quando mio padre è morto, ho pensato a tutto, fuorché al lucido pensiero della donazione dei suoi organi. Non perché non ne fossi cosciente, bensì perché in un momento del genere il dolore prende il sopravvento, ti annebbia la mente, ti porta lontano. Ma i tempi del prelievo sono ridotti, rapidi. Se si oltrepassa la soglia, gli organi non sono più vitali, non sono trapiantabili.

Ora, voi non avrete voglia di leggere parole così lugubri in giornate così belle, ma immaginate semplicemente che sia vostra moglie ad attendere quel fegato, che vostro marito aspetti un cuore, o, persino, che quel rene potrebbe liberare vostro figlio dalla sofferenza della dialisi e dell’ospedale continuo.

Basta questo pensiero. Non potrete non decidere di donare.
Questo sito, da ieri online, vi aiuterà: www.doniamo.org. Poche parole, tante interviste, messaggi diretti.
A voi la decisione.

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