Archivio mensile:gennaio 2012

Meglio soli (?)

Il Principe rompe il silenzio.
‘Mamma perché hai fatto due bambini?’
Bravo! È esattamente LA domanda per eccellenza, quella più ricorrente negli ultimi due anni. E pensa che ogni tanto fantastico su un terzo figlio a dimostrazione del fatto che la follia umana non ha confini.

Lo fisso senza rispondere. Fingo di non essere lì.

‘Se c’ero solo io, era meglio’
Come darti torto.

Ci fissiamo ancora.
Rispondi, madre incerta!

‘Ho pensato che in due avreste fatto molto più macello e che vi sareste divertiti’.

Silenzio.
‘Mh, questo è vero. Ma è un rompiballe lo stesso’
Sapessi.

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Benvenuto alfabeto

U come UVA…E come UNO!’
‘Vero! Bravo Principe. Ma state imparando le lettere a scuola?’
‘No ci sono i cartelloni appesi e li guardiamo. La U è come una C a gambe in su’.
‘Già. E senti, cosa inizia con A?’
‘… Sai quando dico una cosa a Superbimbo e lui risponde: AAAAAHHHHHH!, ecco, quello inizia con A‘.

 

Innegabile.

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La vita è bella

‘Mamma, ho paura che la vita sia brutta’.
Principe, queste esternazioni alle 20.30 di sera sono destabilizzanti. E, comunque, stai tranquillo, la vita è difficile ma bellissima.

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Problem solver

Il Principe è in quel periodo della crescita durante la quale, a cena, si tende ad avanzare del cibo. Un’abitudine, sicuramente temporanea, che, però, non ci piace.
Tra le varie raccomandazioni, spiegazioni e speculazioni sociologiche date, i genitori si appellano al mostro della fame nel mondo – al quale il Principe pare molto sensibile. Ieri sera il suo piatto offriva una montagnola di patate al forno e qualche straccetto di peperone rosso.

‘Ecco, vedi, quella è l’Africa’, mostrando alcune (innocue) immagini del Senegal. ‘Lì i bimbi mangiano tutto senza fare gli schizzinosi. Altro che patate sì, patate no!’, tuona il padre minaccioso.

Dopo una frazione di secondo di cogitazione, questa la risposta del pargolo:

‘…
Ecco, mangiale tu così non le sprechiamo’.

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Tecniche di persuasione

Nel lettone. Stanno guardando un cartone, io sfoglio una rivista.                                                   Lui, Il Principe:

‘Mamma, non riesco a essere felice’.

Ci siamo. Argomento impegnativo. Appoggio la rivista. Com’è che siamo già all’esistenzialismo?

‘Come Principe? Sei un bimbo di neanche cinque anni, come fai a non essere felice?’
‘Io vorrei essere felice, ma non ci riesco’.
‘Ma hai paura di qualcosa? Cos’è successo a scuola? Mi racconti?’
‘Ho paura solo dei ragni nei cartoni animati, non di quelli veri. E neanche di quelli plastica. Niente, a scuola ho litigato con T. e poi abbiamo fatto pace.’
‘Ti ha sgridato la maestra?’
‘No. Non lo so mamma. Perché non sono felice?’

Oddio che tenerezza ‘sto bambino già così consapevole dei propri stati emotivi.

‘Ma guarda che tu stai bene, hai una mamma, un papà, persino un fratello. I nonni, tanti amici, tanti giocattoli, una bella casa, tante cose da mangiare, quando hai sete bevi. Ti manca qualcosa?’

‘… ‘

‘Mh?’

‘Forse sì. Sai quei cosetti piccoli che si attaccano e staccano? Li vendono in edicola… gli STICKIES’.

Piccolo infame. Riprendo la rivista e lo ignoro per il resto della serata. La crisi esistenzialista si è rivelata crisi da shopping compulsivo.

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