Archivio mensile:dicembre 2011

Tavolata di fine anno

Il sogno della notte scorsa darebbe dell’interessante materiale d’analisi alla pletora di psicanalisti di qualsivoglia scuola di appartenenza. Ero seduta ad un lungo tavolo con un basamento che lo rendeva…volante, alla bisogna.

A  capotavola mio padre. Alla mia sinistra una donna di cui ho perso l’identità, la qual cosa vale anche per l’uomo che le sedeva di fronte. Al di là del tavolo Raul Bova, che, ovviamente, ha trascorso la cena a flirtare con me. Al suo fianco un amico francese, direttore di filiale estera dell’azienda dove lavoro, di fronte al quale sedeva la sua nuova fidanzata ispano-americana con la figlioletta di otto anni, seduta su un passeggino a ombrello tanto malmesso da ricordare quello dei miei figli. Curiosamente l’altra estremità del tavolo rimaneva libera.

Le annotazioni chiave a margine sono:

  • mio padre è morto sei anni fa abbondanti
  • Bova è indubbiamente affascinante, ma sposato e con figli; il fatto che facesse il filo proprio a me, invece, lo trovo più che giusto
  • anche l’amico francese è sposato e padre di famiglia (cinque per l’esattezza) per cui mi chiedevo perché avesse lasciato la moglie per la tizia lì accanto, tutt’altro che avvenente
  • la signora ispano-americana corrispondeva esattamente allo stereotipo televisivo: bassetta, rotondetta, dai capelli corvini e mossi raccolti in una coda abbondante
  • perché una bambina di otto anni veniva ancora scarrozzata in giro nonostante i suoi otto anni?
  • e chi erano i due sconosciuti? Erano una coppia o non si conoscevano?

Certo che dopo aver sognato Dott. Ironia sotto l’acqua battente di Bruxelles, mentre sorrideva al riparo di un ombrello decorato con piccole mucche altrettanto sorridenti, bene, questo sogno è niente.

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Ad maiora

Un déjà vu. Apro una nuova stanza, alle cui pareti vorrei appendere istantanee di questa vita sorprendente e imprevedibile. Trasloco, anche se non per volontà mia. Gli scatoloni dei ricordi, dei racconti e degli appunti di viaggio sono pronti, ma non sono ancora riuscita ad aprirli.

Tempo al tempo.

Domani è l’ultimo giorno dell’anno e vorrei invitarvi tutti virtualmente ad un brindisi, rigorosamente con bollicine italiane, mentre rifletto sui buoni propositi per l’anno nuovo, come da tradizione.
Presto vi racconterò cosa è accaduto negli ultimi tre mesi…
Ad maiora.

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